Newsletter 3: Sgravi all'economia


”Meno tasse in cambio di meno contributi”

Come nel resto del Paese, anche le nostre imprese soffrono sotto l’alta pressione fiscale. Ad essa si somma una burocrazia farraginosa, in parte dovuta a normative statali (come in materia di sicurezza sul lavoro, per esempio), in parte però anche a regolamenti provinciali. Di conseguenza sono pochissimi i nuovi posti di lavoro creati. In questo punto critico è doveroso agire nell’ambito della legislazione provinciale, riducendo la burocrazia e abbattendo la pressione fiscale.

Lo scambio “meno contributi in cambio in meno tasse” non è, a mio parere, un gioco a somma zero ma, sul piano economico, potrebbe invece comportare vantaggi notevoli. Da un lato vi sono infatti gli incentivi, sparpagliati un po’ ovunque, connessi a un maggiore onere burocratico; dall’altro le imprese, che reagiscono spesso più in fretta della pubblica amministrazione ai cambiamenti che intervengono sul mercato. 

Gli sgravi contribuirebbero ad aumentare la competitività delle imprese, dunque anche a creare nuovi posti di lavoro, anche maggiormente retribuiti. Le decisioni su questi aspetti vanno concordate ed elaborate con la collaborazione delle parti sociali.

Propongo quindi di prestare in futuro maggiore attenzione alla promozione di settori importanti, come l’export, effettuando una differenziazione adeguata nella pratica dell’incentivazione. Un ambito che mi sta particolarmente a cuore è anche quello della formazione iniziale e continua del personale e dei dirigenti delle imprese. Per tenere il passo con la complessità dei tempi moderni, è necessaria una buona collaborazione. Essa è alla base del nostro successo economico.