Newsletter 05 – Energia: ”Ogni discorso è vano se manca la fiducia” (Franz Kafka)


”Mettere a punto, con coraggio, una nuova politica energetica”

Lo sviluppo e lo sfruttamento dell’energia idroelettrica si sono rivelati un fattore di grande successo per l’Alto Adige. Su questo non ci sono dubbi. Per l‘assegnazione delle concessioni è necessario, però, individuare un nuovo modo di procedere. Serve una chiara separazione fra l'arbitro (la Provincia) e i giocatori (i Comuni, i privati, la SEL).

Il Decreto del governo Monti a tale riguardo, con modalità di attuazione ancora da definire, prevede principi di assegnazione analoghi a quelli utilizzati da anni con successo in Svizzera. Gli standard da rispettare sono specificati chiaramente nel bando di gara per la concessione. Le condizioni poste ai concorrenti sono fortemente nell’interesse pubblico, come gli obblighi riguardo ai servizi ambientali minimi e gli interessi sull’acqua. Il vincitore del bando sarà colui che supera maggiormente tali specifiche. Per le cittadine e i cittadini altoatesini sarebbe in ogni caso vantaggioso.

Le concessioni ancora aperte e contestate dovrebbero essere regolate in via stragiudiziale. Un conflitto tra SEL e l'Azienda Energetica Reti Spa - Etschwerke, così come con il Consorzio elettrico della Val Venosta -Vek, non sarebbe vantaggioso per nessuno, essendo queste tutte imprese pubbliche. Allo stesso tempo la preoccupazione è quella di definire insieme con  gli interessati una equa modalità di assegnazione tra i Comuni, per distribuire i proventi dell’attività energetica in modo equo. In considerazione di ciò dovrebbero essere sviluppati dei modelli di cooperazione consensuale tra i produttori di energia elettrica pubblici, fino a una loro eventuale fusione.

Nel referendum la stragrande maggioranza si è espressa contro la privatizzazione dell’acqua. E, secondo la mia opinione, giustamente, poiché l’acqua è un bene pubblico. Il valore aggiunto derivante dalla produzione di energia elettrica dovrebbe dunque, nel modo descritto in precedenza, andare alla pubblica amministrazione e rifluire ai cittadini attraverso i servizi offerti da quest’ultima.

Noi abbiamo la competenza per poter sviluppare una politica energetica ragionevole e trasparente. Abbiamo (si spera) imparato dagli errori del passato. È giunto ora il momento di affrontare la questione dell’energia attivamente e con la necessaria sensibilità.