Newsletter 11: Ricerca e sviluppo per un Alto Adige all’altezza del futuro

Con Silvius Magnago l’Alto Adige ha avuto un Presidente che ha lottato per l’autonomia, creando la base per il nostro benessere. Il suo successore Luis Durnwalder ha esteso l’autonomia e amministrato il paese con successo, continuando l’opera di sviluppo. Uno dei compiti centrali per la prossima giunta sarà quello di pensare a lungo termine e progettare un Alto Adige all’altezza del futuro. Ciò significa investire nell’istruzione, nella ricerca e nello sviluppo, unitamente alla promozione dell’apertura e dell’internazionalizzazione della regione, costruendo un ponte tra innovazione e tradizione. 

Le sinergie tra gli istituti di ricerca esistenti, EURAC, la Libera Università di Bolzano, il centro Laimburg, l’istituto Fraunhofer e il TIS, vanno sfruttate meglio, evitando in futuro doppioni e sovrapposizioni. C’è bisogno di una strategia comune. Nelle prossime settimane, durante il mio tour dell’Alto Adige, condurrò dialoghi di approfondimento con tutte le parti coinvolte. Posso già dire che per la ricerca e lo sviluppo vanno messe a disposizione maggiori risorse. In questo ambito sorgono infatti posti di lavoro interessanti che possono stimolare gli altoatesini a tornare dall’estero.  

Il concetto di innovazione corre il rischio di diventare una parola vuota. L’innovazione non può rimanere uno slogan, ma deve realizzarsi nella pratica, trasformandosi sempre più in una realtà vissuta. L’innovazione è anche un atteggiamento e può diventare un modo di pensare che noi tutti possiamo accogliere nella quotidianità lavorativa e privata. Deve risultare chiaro che l’innovazione è un tema importante in Alto Adige, non solo oggi, bensì anche nel futuro quando sarà un volano ancora più essenziale per una società che avanza. 

Concludendo vorrei approfittare dell’occasione per ringraziare tutte e tutti coloro che mi hanno accompagnato in questo viaggio. Li ringrazio per l'appoggio prezioso, per la collaborazione, le discussioni, le loro idee e i loro spunti. Ancora una volta ho potuto realizzare che soltanto in squadra è possibile lavorare bene. Il mio programma si basa, tra le altre cose, anche su quanto riscontrato in oltre 40 incontri con associazioni, circoli e svariate istituzioni. Ho provato a guardare al cuore dell’Alto Adige, ad ascoltarlo e a indicare la via da seguire. 

Per le primarie di domani, in cui oltre 51.000 membri del Südtiroler Volkspartei possono votare il capolista alle prossime elezioni provinciali, conto sulla vostra fiducia.